ESPOSIZIONI A CONFRONTO vuole essere un suggerimento per tutti i retailer ad interrogarsi sulla qualità degli allestimenti all’interno dei propri punti vendita. Passeggiando qua e là per le strade del centro ho raccolto alcune immagini di vetrine con esposizioni decisamente mediocri. Anche se si tratta di prodotti di prestigio l’effetto non cambia. Il risultato è che ogni oggetto esposto perde ogni appeal agli occhi dell’osservatore. Si sviliscono così non solo il punto vendita ma anche i brand che esso propone. Le foto raccolte le ho poi affiancate a quelle di allestimenti di prodotti similari per rendere ancora più chiaro quanto sia importante una buona comunicazione visiva

Primo esempio esposizioni a confronto: Vetrine che propongono articoli di uso quotidiano

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Oggetti non allestiti ma appoggiati senza ordine e logica, un’esposizione arida e disordinata dove non esiste una composizione di gruppo razionale ed armonica.  Tutto l’insieme appare quindi come una successione insignificante di prodotti. I cartellini posizionati su ogni oggetto contribuiscono poi a svilire ulteriormente ogni prodotto. Il tema da svolgere era “il quotidiano”?

Bene, qui di seguito alcuni esempi di come oggetti simili possano invece suscitare attenzione ed interesse da parte dell’osservatore:

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Anche in questi allestimenti l’argomento chiave era “il quotidiano”ma il tema è stato qui svolto avendo cura di selezionare oggetti complementari seguendo dei criteri logici ed estetici finalizzati ad evidenziare e far vivere ogni singolo prodotto.


Viviamo attualmente in un contesto particolarmente difficile perché in continua evoluzione e con problematiche complesse legate soprattutto al lungo periodo di crisi. E’ altrettanto vero, però, che non ci si interroga abbastanza sul perché un negozio, pur offrendo prodotti in linea con le richieste di mercato, non riesca oggi ad ottenere consensi e risultati soddisfacenti.

Il più delle volte tutto ciò è da attribuirsi in larga misura alla difficoltà di specializzarsi per acquisire visibilità ed interesse da parte di consumatori sempre più esigenti e desiderosi di sentirsi gratificati.

Secondo esempio esposizioni a confronto: Vetrina di Venini

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Anche in questo caso, pur trattandosi di oggetti di pregio non si può parlare di allestimento ma di un’esposizione di vasi al solo scopo di riempire le superfici della vetrina. Non si da alcun risalto a nessuno degli oggetti in particolare. Pur trattandosi di una vetrina di piccole dimensioni l’effetto sarebbe stato sicuramente migliore se si fossero creati dei gruppi ben distinti. La costruzione a piramidale di ogni singolo gruppo (al centro l’elemento più alto, ai lati quelli più piccoli) avrebbe sicuramente aumentato armonia e visibilità. Confrontiamo ora l’ultima foto con quella successiva: i gruppi all’interno di tutto l’allestimento sono distinti e ben visibili. Ogni singolo oggetto risulta poi visibile all’occhio dell’osservatore pur trattandosi di un allestimento con più tipologie di prodotti.

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Per contrastare la crisi, imperativo è la capacità di adottare strategie capaci di differenziare e creare “unicita” al punto vendita. Varrebbe quindi la pena chiedersi: “Qual è il profilo del cliente al quale mi voglio rivolgere?  Quali sono le priorità in fatto di prodotti da parte di questi potenziali clienti? Cosa posso offrire in più rispetto alla concorrenza e quali sono i servizi che il cliente si aspetta dal mio punto vendita?”

Terzo esempio esposizioni a confronto: Vetrina estiva.

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E’ evidente che il tema che si sarebbe voluto interpretare è quello del mare, con piatti a forma di pesce o di conchiglia ed accessori vari. Purtroppo però l’effetto è deludente  perché la disposizione casuale di ogni elemento, posizionato uno accanto all’altro senza alcuna logica, non cattura l’attenzione e non trasmette  neanche l’utilizzo di ogni singolo piatto e complemento.  Lo stesso tema del mare è svolto nelle immagini  successive.

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Quello che spesso accomuna i negozianti dello stesso settore è la guerra spietata dei prezzi che, in realtà, alla fine non vede sicuramente alcuna parte vincente ma, anzi, ne risultano tutti perdenti.

Sarebbe invece opportuno chiedersi quale sia la percezione che il cliente ha del nostro negozio e dei prodotti che gli vengono offerti. Vincente sarà risultare ai suoi occhi come qualcosa di unico, specializzato, all’avanguardia, innovativo ed emozionale. Il nostro negozio sarà considerato come  punto di riferimento  indispensabile ogni qualvolta il cliente decida di acquistare. In questo caso il prezzo non sarà assolutamente il fattore determinante, ma cadrà anzi sicuramente in secondo piano.

Quarto esempio esposizioni a confronto: Vetrina Tavola e Complementi di pregio

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Prodotti prestigiosi come le porcellane di Rosenthal disegnate da Versace o quelle di Richard Ginori non sono sicuramente valorizzate al meglio. Anche qui manca totalmente la composizione di gruppo e gli oggetti sono posizioni a caso senza alcun senso estetico e logico. Trattandosi di vetrina incentrata sul tema Home, linee come Versace o Manifattura di Ginori si sarebbero potute presentare in maniera più accattivante e leggera inserendo all’interno dei gruppi composti  qualche oggetto complementare, ovviamente di materiale diverso come, ad esempio, il cristallo o il vetro di Murano.

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Alla luce di quanto sopra sono convinta dell’importanza di analizzare attentamente la zona in cui operiamo. Verificare come si presentano i nostri concorrenti cogliendone pregi e difetti. Mettersi dalla parte del potenziale cliente e poi specializzarsi con un’attenta scelta dei prodotti da proporre. Concentrarsi poi soprattutto sul profilo del consumatore al quale decidiamo di rivolgerci e sulla qualità dell’esposizione.

Un errore in cui spesso si incorre è quello di ampliare a dismisura le offerte pensando così di abbracciare un numero maggiore di consensi.  Risulteremmo così un negozio dei tanti, non ci faremmo ricordare e perderemmo la caratteristica di unicità che, invece, è fondamentale.

In questo contesto sarebbe opportuno investire quindi non sulla quantità di prodotti, ma su una presentazione creativa ed emozionale.  Il punto vendita dovrà distinguersi dai suoi competitors in maniera forte ed efficace magari approfittando proprio della loro scarsa leggibilità e scadente comunicazione visiva nell’esporre i prodotti.

Dietro un’analisi attenta dei negozi che riteniamo nostri concorrenti potremmo così scoprire quelli che sono i loro punti deboli e, sulla base di questi, lavorare in modo che diventino invece i nostri punti di forza.

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