In un precedente articolo pubblicato circa un mese fa e intitolato “VISUAL MERCHANDISING E SPAZI ESPOSITIVI” ho cercato di fare il punto sull’importanza che il linguaggio espositivo assume oggi all’interno di un qualsiasi punto vendita. In questo articolo vorrei soffermarmi su come una giusta comunicazione visiva possa influire positivamente sull’immagine di un brand o di un negozio.

PROGETTARE UNO SPAZIO ESPOSITIVO “UNICO”

La progettazione di uno spazio espositivo deve tener conto dell’impatto emozionale e delle esigenze espositive del visual per ricreare ambientazioni e scenari innovativi. Non basta quindi realizzare un punto vendita impeccabile dal punto di vista architettonico. Occorre anche studiare al meglio ogni singolo spazio.  Vetrine ed interni dovranno accogliere al meglio i prodotti che ogni singolo negozio deciderà di proporre. Si dovrà anche considerare il tipo di clientela a cui ci si vuole rivolgere.  Lo scopo di un punto vendita così strutturato sarà quello di trasmettere un messaggio di “unicità” determinato non tanto dall’assortimento merceologico, oggi sempre più omologato, ma  dal valore aggiunto generato dalla gratificazione personale. Il cliente percepirà questo messaggio e sceglierà proprio quel negozio per i suoi acquisti.

L’IMPORTANZA DEL FATTORE VISUAL

Nel corso degli ultimi decenni si è avuta una profonda trasformazione. Molti di quelli che generalmente venivano definiti “negozi tradizionali” e concepiti come contenitori di prodotti sono divenuti “store design”. Sono spazi espositivi da considerarsi  ora come contenitori di messaggi  capaci di interagire col cliente. Purtroppo questi concetti, pur essendo totalmente condivisi sia dai brand che dai titolari dei negozi, nella realtà spesso non vengono messi in pratica. In alcuni settori specifici, infatti,  la figura del visual è relativamente recente rispetto ad altri, dove invece esiste da  sempre.  Mi riferisco per esempio a molti retailer che trattano prodotti per la casa legati alla tavola al gift ed al complemento d’arredo. Anche proponendo un target medio-alto, spesso non prestano la dovuta attenzione ad un’esposizione capace di suscitare il desiderio di possedere e quindi di acquistare un determinato oggetto.

ALLESTIMENTI A CONFRONTO

Spesso si pensa che uno o più oggetti di pregio, solo perché belli e magari di un noto e prestigioso brand, non necessitano di particolare cura nell’esposizione. Ci si limita quindi a posizionarli senza la giusta attenzione in uno degli spazi disponibili al momento. Le due immagini che seguono ne sono un esempio significativo. Lo stesso  prestigioso brand è presente in entrambe.  Solo nella seconda, però, si ha la giusta immagine per un marchio di così alto livello.  Cura dei particolari, dei colori, dei complementi, dei materiali decorativi in sintonia con le porcellane e l’ambientazione fanno la differenza.

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DALLA PARTE DELL’OSSERVATORE

Ma proviamo ora per un istante a metterci dalla parte del potenziale cliente. Affinché il passante, generalmente distratto e spesso di corsa, si soffermi sulla vetrina ha bisogno che l’immagine di fronte a lui sia in grado di incuriosire, di comunicare, di emozionare e di farlo “sorridere mentalmente”.L'immagine-che-fa-la-differenza.04

Solo allora i prodotti esposti potranno divenire l’oggetto del desiderio. Quello che era stato prima passante e poi osservatore, potrà divenire ora anche acquirente. Senza una logica espositiva, invece, senza un’ambientazione emozionale che lo renda “vivo” insieme ad altri oggetti complementari, senza un messaggio che ne trasmetta le peculiarità, quell’oggetto, rimarrà solo e comunque un oggetto come tanti altri e, magari, reperibile facilmente in un qualsiasi altro negozio.

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Questa è una delle ragioni che mi ha spinto sin dall’inizio ad intraprendere l’avventura del blog. Con passione e determinazione porto avanti questa iniziativa offrendo suggerimenti, informazioni e tante immagini.  Spero così che possano essere motivo di spunto ma anche di riflessione per tutti coloro che intendono seguirmi e confrontarsi, condividendo anche esperienze e problematiche che ogni giorno ci si trova ad affrontare.

UN ERRORE RICORRENTE

A volte si è spinti ad investire in un assortimento sempre più considerevole pensando di soddisfare ogni possibile richiesta. Si creano solo inutili sovrapposizioni e disequilibri nell’esposizione.

-Sarebbe opportuno invece investire sull’immagine e l’identità del negozio.

-Ridefinire il proprio punto vendita con un look accattivante, fresco e sempre rinnovato.

-Tenere sempre in primo piano quelle che sono le aspettative del cliente: selezione dei prodotti secondo le richieste di mercato, coinvolgimento e gratificazione nell’acquisto e nella scelta del punto vendita.

 In questo modo anche il processo di fidelizzazione tra cliente e punto vendita avverrà in modo veloce ed automatico.

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NON SEMPRE LE AZIENDE SONO SENSIBILI ALL’IMPORTANZA DELL’ESPOSIZIONE

Ogni brand o retail considera come priorità che l’Immagine sia conforme alla filosofia dell’azienda stessa. Ma quante volte l’immagine che si dà con una vetrina o con un allestimento interno è quella che in realtà si vorrebbe dare ad un prodotto, ad un’ azienda o ad un negozio?

Spesso infatti “il fai da te” all’interno di un punto vendita penalizza o quantomeno non ottimizza le potenzialità, svilendo spesso anche  l’immagine del brand. Le tecniche di visual merchandising hanno proprio questa funzione: trasmettere la giusta immagine concordemente con la filosofia della singola azienda.  In quest’ottica la vetrina in particolare è da considerarsi lo strumento di marketing più efficace di cui ogni punto vendita  può disporre.

Sicuramente in settori come Abbigliamento ed Accessori legati al mondo del Fashion l’attenzione che si dà all’immagine è da sempre prioritaria. Sono molti i brand di settore che investono regolarmente con interventi di visual merchandising sui punti vendita rafforzando il proprio marchio sul mercato.

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La stessa sinergia tra azienda e retail non si riscontra in altri settori. Eppure, specialmente in un periodo così difficile per l’economia, un investimento in campagne di visual merchandising da parte delle aziende gioverebbe sicuramente all’immagine delle aziende stesse e dei punti vendita loro partner, con conseguenti benefici da entrambe le parti.

La possibilità, quindi, di fare gioco di squadra tra azienda, punto vendita e visual, mettendo insieme forze e competenze, porterebbe sicuramente a dei traguardi significativi. Si guadagnerebbe in immagine ma anche  in risultati commerciali.  Ogni punto vendita  acquisterebbe la giusta “identità” e la capacità di distinguersi ed incuriosire dando il giusto appeal alle proposte commerciali. Risultato: incrementare il desiderio dell’acquisto trasformando il passante in cliente.


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